L'amo da carpfishing è, sostanzialmente, schematizzabile nelle seguenti parti:
- Occhiello: è la “parte alta”, ovvero il punto in cui si passa il filo per congiungere la lenza all’amo stesso;
- Gambo: è il tratto che va dall’occhiello alla curvatura dell'amo;
- Curva: è la parte immediatamente successiva al gambo, quella che da la forma allo stesso, ovvero la “piega” del metallo;
- Ardiglione: piccolo “baffo” di metallo che permette all’amo di fissarsi nella bocca della carpa (se non presente l'amo è denominato barbless.
- Punta: a nostra arma, la parte terminale della curva dell'amo, quella che deve essere sempre affilata e pronta a pungere appena messo il terminale in trazione;
OCCHIELLO
I primi ami da carpfishing avevano l’occhiello in linea con il gambo dell’amo, e venivano definiti “a occhiello dritto”.
L’evoluzione della tecnica negli anni e alcune necessità specifiche hanno portato a tre categorie ben definite.
Amo a occhiello dritto: un “classico” che non tramonta mai, con l’occhiello in linea perfetta con il gambo.
Per chi inizia è l’amo ideale perché ci permette di fare tutto, dai rig semplici a quelli più complessi.
Gli ami a occhiello dritto possono presentare forme diverse, in base alla lunghezza del gambo e alla curva;
Amo a occhiello rivolto verso l’interno: sono tra i più usati perché l’occhiello piegato verso l'interno favorisce la rotazione
della punta verso il basso nel momento in cui il pesce aspira l’esca.
I modelli si differenziano per il grado della piega: si passa in genere dai 5 gradi fino a un massimo di 15;
Amo a occhiello rivolto verso l’esterno: vengono usati solo in condizioni particolari; quando si impiegano terminali in fluorocarbon o quando si vogliono realizzare i chod rig.
Infatti, dal punto di vista dell’abboccata, l’amo a occhiello rivolto verso l’esterno acquista efficacia solo se “aiutato” da un terminale rigido.
GAMBO
Anche in questo caso possiamo semplificare la spiegazione ricorrendo a tre categorie:
Gambo corto: tra la punta e l’occhiello lo spazio è pochissimo. I modelli da carp fishing con questo tipo di schiena vengono impiegati solo per realizzare rig specifici;
Gambo medio: i più utilizzati perché più versatili. Si possono usare sia in tutti i tipi di terminale, dagli inneschi affondanti a quelli bilanciati alle presentazioni pop-up;
Gambo lungo: in inglese, “long shank”; sono ami molto particolari che hanno il pregio di “girare” molto velocemente non appena il pesce aspira l’esca,unico difetto è la maggiore debolezza del gambo durante il combattimento.
CURVA
E' praticamente impossibile catalogare tutti i tipi di curva disponibili in commercio.
La curva dell’amo è in stretta relazione al gambo: infatti, è proprio grazie alla curva se l’amo ha una determinata “forma”.
Per esempio, una curva stretta è sempre relazionata a un gambo lungo (i cosiddetti ami “long shank”), mentre una curva ampia è associata con ami a gambo corto.
Esistono, poi, in commercio, ami dalla curva “squadrata”, utilizzati in quelle situazioni in cui la velocità di rotazione e presa nella bocca del pesce devono essere ai massimi livelli.
PUNTA
La parte decisiva del nostro amo: quella che ci fa allamare il pesce. Premesso che dobbiamo controllarla prima di ogni lancio, in commercio troviamo ami con punte diverse tra loro.
Ci sono ami a punta dritta, che sono i più diffusi e “allround”, e ami con punta rivolta verso l’interno, in genere abbinata un gambo medio e a un occhiello rivolto verso l’interno, questi ultimi sono indicati per pesce su fondali ricchi di roccie e orstacoli perchè preservano maggiormente l'affilatura rispetto a quelli a punta dritta.
ARDIGLIONE
Più è grosso, migliore è la presa nella bocca del pesce. Ma, al contempo, un ardiglione grosso riduce il potere penetrante dell’amo.
In una tecnica in cui il pesce “abbocca da solo” è fondamentale che l’amo penetri il più velocemente possibile. Ecco perché la maggior parte degli ami da carpfishing presenta un ardiglione piccolo, o micro.
Gli ami barbless non hanno l’ardiglione e, in alcuni spot di pesca a pagamento, stanno diventando obbligatori perché, si suppone che, facciano meno danni alla bocca del pesce e soprattutto, in caso di incaglio della preda negli ostacoli, questa si possa liberare molto più facilmente.
Se usiamo ami senza ardiglione il segreto è uno solo: nel combattimento, mantenere trazione costante del filo, dalla ferrata al guadino.